Progettato per una vita migliore: come Dreame si conquista un posto nella casa di un architetto 26 agosto 2026 Alcune case si comprano. Quella di Alberto gli è stata lasciata in eredità, non come bene materiale, ma come idea. Tutto è iniziato due generazioni prima di lui, e comprenderlo è la chiave per capire l’uomo, il suo lavoro e il motivo per cui una persona così esigente in fatto di design permetta ai robot di muoversi liberamente nelle sue stanze. «Parto dal mio nonno, che non ho mai conosciuto… questa casa è nata tra mio nonno e mio papà assieme, l’hanno pensata assieme.» Oggi Alberto vive qui con la sua compagna Diletta e un golden retriever di nome Thor. Non si è limitato a trasferirsi nella casa di famiglia: l’ha riprogettata con cura, come solo un architetto saprebbe fare, mantenendone la struttura originale e rendendola al tempo stesso più accogliente e sostenibile. C’è un piccolo dettaglio, ma molto significativo, nel modo in cui questa famiglia ha sempre concepito gli edifici. Pensando alla vecchiaia, suo padre ha costruito una casa indipendente su un solo piano nelle vicinanze: «Voglio una casa senza gradini». Questo ha permesso ad Alberto di occuparsi della casa originaria e di ristrutturarla. In questa famiglia, il design è sempre stato, prima di tutto, una forma di cura. Da dove nasce questa passione Per comprendere la visione di Alberto, bisogna tornare a una tavola imbandita. «Mio papà è imprenditore, ha aperto l’azienda nel 1989… mi raccontava del calcestruzzo, dei cantieri… Mi vengono ancora i brividi a pensare a mio papà seduto al tavolo con mia mamma.» Quelle storie hanno lasciato il segno. Cresciuto immerso nel mondo dell’edilizia e delle costruzioni, Alberto si è appassionato sempre di più a quel mondo, ha studiato architettura e, in seguito, è entrato nell’azienda di famiglia: il classico passaggio di testimone da padre a figlio. Ma ha aggiunto qualcosa di suo: la volontà di unire il mestiere tradizionale di costruttore del padre all’architettura e al design. È ciò che definisce «la fine di un grande viaggio»: le due metà della sua eredità che, finalmente, si incontrano. Lo sguardo di un architetto Se chiedi ad Alberto da dove nasca il suo gusto, non cita una rivista né una moda del momento. Cita invece un luogo accanto al quale è cresciuto. «Un’opera che andavo a visitare con mia nonna tutti i giorni quando ero bambino… Carlo Scarpa, il Giardino Brion… abbina il calcestruzzo al ferro, alla natura, all’erba.» La stessa sensibilità si ritrova nella sua casa. Il suo stile, spiega, è «il minimalismo, ma arricchito da metallo, cemento e legno. Un minimalismo arricchito da elementi che aggiungono valore». Un raccordo in ottone incastonato nel pavimento. Un massetto levigato che incornicia la pietra a vista. Nulla è puramente decorativo: ogni elemento è stato scelto con attenzione. Questa è la parte importante, ed è proprio il motivo per cui il marchio ha un posto nella sua storia: un uomo che valuta un giunto per pavimenti con tanta attenzione non riempie la propria casa di gadget. Qualunque oggetto si guadagni un posto deve soddisfare i suoi standard di qualità nella realizzazione, e Dreame li ha soddisfatti. «Dreame secondo me ha fatto dei prodotti fantastici.» A convincerlo, però, non è stato soltanto il design. Quando, una volta, uno dei suoi dispositivi ha avuto bisogno di una piccola riparazione, è rimasto colpito dal servizio post-vendita: lo ha spedito, l’azienda lo ha riparato e glielo ha restituito. Ammette di essere stato inizialmente un po’ preoccupato: si chiedeva se un’azienda così grande avrebbe davvero prestato attenzione ai propri clienti. Lo ha fatto. E per una persona abituata a guardare al lungo termine, anche nella scelta degli oggetti che possiede, questo ha fatto la differenza. Un ecosistema, un problema alla volta La collezione di Alberto non è nata da una frenesia di acquisti. Si è costruita nello stesso modo in cui nascono le buone scelte di design: affrontando un problema alla volta. Tutto è iniziato cinque anni fa con il suo primo robot aspirapolvere, acquistato per l’ufficio. Con così tante persone che entravano e uscivano ogni giorno, Alberto non sopportava di vedere il pavimento sporco. Conserva ancora quel primo apparecchio, quasi fosse un «ricordo storico». Da allora, il sistema si è ampliato seguendo le sue esigenze: robot per l’ufficio e per i cantieri, uno per la casa e l’L40, quello che utilizza più spesso. «La L40 è il prodotto che uso di più in assoluto… a casa… in cantiere.» Poi c’è Thor, il suo golden retriever. E anche in questo caso, la scelta non è stata casuale. Al Dynamo Camp, Alberto aveva visto i golden retriever lavorare con i bambini: pazienti, gentili e chiaramente a proprio agio con loro. Quando lui e Diletta hanno iniziato a pensare di prendere un cane, sembrava quasi che fosse stata la razza a scegliere lui. Poi è arrivato Thor, e con lui la sfida che ogni proprietario di golden conosce bene: il pelo. L’FP10 ha risolto anche questo problema. Alberto lo utilizza nelle due stanze in cui il cane trascorre più tempo e la quantità di pelo che si accumula ogni giorno si è praticamente azzerata. «Da quando è arrivato, il pelo è praticamente sparito.» Poi è arrivato il problema che Alberto temeva di più: il giardino. E non si tratta certo di un giardino piccolo. Mantenere un’area così estesa rigogliosa e curata affidandosi esclusivamente al lavoro manuale non sarebbe mai stato realistico. A occuparsene sono quindi due tosaerba robotizzati: l’A2 e il più recente A3 AWD. «Ne abbiamo 2, la 2 e la 3… ci ha cambiato la vita… non puoi pensare di farlo da solo.» Alberto apprezza in particolare l’A3. La trazione integrale e il disco di taglio più ampio gli permettono di gestire rapidamente anche i prati più estesi, mentre la batteria garantisce una lunga autonomia. C’è poi un dettaglio a cui tiene particolarmente e che riflette perfettamente il suo modo di concepire il design: la sicurezza integrata nel prodotto. «Se lascio fuori il cane, il robot non prende vicino il cane.» Il risultato è una routine quotidiana che procede quasi da sola: «Vado fuori tutte le mattine e torno a pranzo che ho la casa pulita, e al pomeriggio parte il robot del giardino.» A cosa serve davvero il tempo risparmiato È qui che la storia di Alberto va oltre il semplice «mi fa risparmiare tempo». Sì, gli fa risparmiare tempo. È lui stesso a dirlo chiaramente: gli ha cambiato la vita e oggi «ho un po’ più di tempo per me stesso, ogni giorno». Ma è il modo in cui utilizza quelle ore recuperate a raccontare davvero chi è Alberto. Basta ascoltarlo mentre cerca di fare i conti tra tutti gli impegni della sua vita. «Soprattutto se hai un’attività… vuoi fare anche volontariato, dedicare tempo al tuo cane, alla tua compagna… o dormi 2 ore a notte, o hai qualcuno che ti aiuta.» Quelle ore recuperate, quindi, non rimangono semplicemente libere. Vengono destinate a qualcosa di concreto. Alcune sono per Thor, durante le passeggiate. Alcune per Diletta, la sera. E alcune Alberto decide di donarle interamente agli altri. Dal 2016 fa volontariato al Dynamo Camp, l’associazione italiana che accoglie bambini affetti da malattie gravi e croniche, offrendo loro soggiorni lontano dall’ospedale e, spesso, anche lontano dai propri genitori. Per Alberto non è una causa astratta. Una persona molto vicina alla sua famiglia aveva un figlio che aveva partecipato a un campo simile mentre era in cura per la leucemia. La sua storia lo ha colpito profondamente, al punto da spingerlo a seguire un corso per diventare volontario. Da allora torna al Dynamo Camp ogni anno. Ne parla come dell’esperienza che più lo commuove nella vita. «Possiamo avere tutti i soldi che vogliamo, ma donare un po’ di tempo agli altri fa star bene te, e soprattutto fa star bene gli altri… vedendo lo sguardo dei bambini e delle famiglie… mi emoziona.» Ecco cosa significa davvero, nelle mani di Alberto, «tecnologia pensata per una vita migliore». Non si tratta semplicemente di avere un pavimento più pulito — anche se, naturalmente, i suoi pavimenti sono impeccabili. Si tratta di progettare la propria vita, proprio come ha progettato la sua casa, in modo da poter dedicare il meglio del proprio tempo alle altre persone. «Questo è il tempo. E il tempo non te lo darà mai indietro nessuno.» La vita accade qui. Dreame. Vuoi creare la tua configurazione personalizzata? Alberto ha scelto ogni singolo elemento della sua casa pensando al proprio stile di vita. Se anche tu stai costruendo il tuo sistema, ecco altri cinque prodotti Dreame che potresti prendere in considerazione: Per una pulizia profonda su tutte le superfici: il robot L40, quello che Alberto utilizza più spesso, sia a casa sia in cantiere. Aspira e lava i pavimenti di tutta la casa, mantenendoli sempre pronti all’uso. Per un giardino che non riesci a curare manualmente: il tosaerba robotizzato A3 AWD affronta prati estesi e irregolari grazie alla trazione integrale, al disco di taglio più ampio e a una batteria progettata per garantire una lunga autonomia. Per una casa con un cane che perde molto pelo: l’FP10 aiuta a impedire che i peli degli animali si accumulino, stanza dopo stanza e giorno dopo giorno. Per una pulizia quotidiana accurata: L10 Pro offre un sistema di pulizia robotizzato affidabile, adatto a case di qualsiasi dimensione. Per lo sporco che i robot non riescono a raggiungere: l’aspirapolvere per liquidi e solidi H15 Pro Heat rimuove macchie, residui lungo i bordi e sporco appiccicoso dai pavimenti in un unico passaggio. Qualunque sia il tuo punto di partenza, il risultato è lo stesso: recuperare l’unica cosa a cui Alberto tiene più di ogni altra, il tempo da dedicare a ciò che conta davvero e alle persone che contano. Il punto chiave Per Alberto, tutto si riduce a una stessa idea: il design come forma di cura. Un padre che costruisce una casa senza scale pensando agli anni a venire. Un figlio che sceglie di preservare quella casa invece di sostituirla. Un raccordo in ottone incastonato nel pavimento esattamente nel punto giusto. Alberto applica lo stesso modo di pensare anche al proprio tempo. Gestire un’azienda, prendersi cura di un giardino, amare un cane e una compagna, dedicarsi alle famiglie che incontra attraverso il volontariato: i conti non tornano, a meno che qualcosa non venga sacrificato. Ciò che Dreame gli offre è proprio quel margine. E Alberto sceglie consapevolmente di dedicarlo agli altri. Sei pronto a crearne uno tutto tuo? Immagina cosa potresti fare con tutto quel tempo in più. Esplora l’intera gamma Dreame e scopri i prodotti che, in tutta discrezione, possono restituirti le tue giornate. Condividi Condividi su Facebook Tweet Twitta su Twitter Pin Pinna su Pinterest Lascia un commento Nome Email Messaggio Si prega di notare che i commenti sono soggetti ad approvazione prima della pubblicazione